martedì 20 novembre 2018

Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia

Conoscete i diritti dei bambini?
Ultimamente mi sembra che abbiano esclusivamente il diritto di essere maleducati, giustificati con il "so' bambini!"



In realtà la libertà personale finisce là dove comincia quella altrui e ci sarebbero regole di educazione sociale universali, ma mi rendo conto che essendo carenti nelle generazioni dei genitori è difficile ritrovarle nei posteri. Ma torniamo ai diritti che ogni bambino dovrebbe avere e al mio personale modo di rispondere a ciascuno.
Il diritto ad essere curato: i miei bambini dalla nascita vengono sottoposti a controlli annuali oculistici e ortottici, a 3 anni a visita ortopedica e dentistica e ovviamente non manco di sottoporli a visite specialistiche dermatologiche. La cura passa anche attraverso un'alimentazione sana e bilanciata, che tuttavia segue i gusti dei miei tre.

Il diritto ad avere una famiglia: belle quelle giornate solo noi, le coccole con le nostre bestiole, i momenti con i nonni. Avere una famiglia è anche bisticciare, dirsele e riappacificarsi, è spalleggiarsi, ma anche essere onesti gli uni con gli altri, anche quando non si vorrebbe.

Il diritto  ad essere informato: con i miei bambini parlo di tutto, col tatto che si deve quando si parla con dei bambini, con dei paletti certo, ma con l'apertura totale a rispondere alle loro curiosità, qualunque esse siano. Per ora non mi hanno messo troppo in difficoltà.

Il diritto ad essere nutrito: la soddisfazione più grande è che adorano mangiare i miei dolci e il mio pane, portafoglio ringrazia; con Mina siamo riusciti ad introdurre le verdure, sotto forma di passato, con Poli ancora niente ma le analisi ci dicono che comunque non manca loro niente. Il piccoletto ingurgita la qualunque ed è l'unico con le analisi non a posto, ma questa è altra storia.

Il diritto all'uguaglianza: non esiste il figlio preferito. Solo questo devo trasmettere loro. Quello che sto cercando di insegnargli ora, ora che hanno 6 e 8 anni i grandi, è che uguaglianza non significa propriamente 'tutto uguale' ma che il risultato deve essere uguale. Avete presente quell'immagine che gira sui social dei 3 omini di altezze diverse che devono vedere oltre una staccionata? Se dai a ciascuno di loro una cassetta per salirci, a qualcuno basta per vedere oltre la barriera, per qualcun altro invece no, ne servono due di cassette. Ecco, ai miei bambini spiego questo, che sto cercando di dare loro non tutto uguale, ma a ciascuno ciò di cui ha bisogno sulla base dell'età, della personalità e delle situazioni.

Il diritto al gioco: se non glielo 'concedessi' (passatemi il termine) se lo prenderebbero! I miei figli maschi adorano giocare, ne hanno bisogno tanto quanto di un abbraccio, della doccia dopo la ginnastica a scuola.

Il diritto alla vita e al nome: ohhh, sul diritto alla vita non ho nulla da aggiungere, per quanto riguarda il diritto al nome i miei figli ci tengono, altroché, al loro nome e spesso capita che mi ribadiscano come si chiamano quando amorevolmente uso un nomignolo. Ma lo fanno anche i vostri?

Il diritto ad esprimere le proprie idee: per quanto possono essere colorate o colorite, i bambini devono potersi aprire; è molto importante, meno loro sono ermetici più noi possiamo cogliere un pezzettino di quel mondo che è dentro i nostri piccini. Mio figlio Poli ci mette tipo mezz'ora a raccontare aneddoti e spesso mi addormento prima che sia arrivato al sodo. No scherzo ma a volte finisce che ridiamo perché si perde nel suo ragionamento e non sa più da dove era partito né cosa voleva dire.

Il diritto all'istruzione: ce vonno le maestre de na vorta! Quelle che come seconde madri con bastone e carota, davano ai nostri figli istruzione ad ampio spettro e restavano nonostante tutto nei cuori dei loro alunni. Oggi tutte Montessori (con metodo reinterpretato) e via di casini epocali. A onor del vero i miei figli hanno sempre incontrato maestre degne di nota, o forse abbiamo fatto in modo le incontrassero. E aggiungo povere maestre coi genitori di oggi, me compresa è inteso.

Il diritto a una casa: tasto dolente. Un tetto sopra la testa non ci è mai mancato, ma ad oggi ci manca la nostra casetta imperfetta anche se abitiamo in una comodissima casa seppur di 60 mq, che si pulisce da dio, ottima in posizione e luminosità. Ma quella casetta 'buia' che sapeva di casa dei sette nani vista da fuori è casa nostra e se a volte ci troviamo divinamente qui, altre sogniamo di tornare lì, ma non dipende per ora da noi.

Quanti altri diritti ci sarebbero da aggiungere! Ma come base direi che ci siamo e purtroppo non tutti i bambini sono fortunati quanto i miei, i nostri, che se mi leggi hai una connessione!

2 commenti:

  1. Hai ragione, purtroppo ci sono tanti bambini meno fortunati dei nostri! Io vorrei che mio figlio grande questo lo capisse ma temo un pò che, pur ripetendoglielo e parlandogli di come va il mondo ecc., i nostri bimbi siano un pò troppo viziati per comprenderlo appieno. O forse è che uno dei diritti dei bambini è anche quello alla spensieratezza, a vivere il presente ed in modo abbastanza egocentrico, prima di diventare adulti ed affrontare il mondo con le sue insidie, contraddizioni e ingiustizie, ma anche con la sua bellezza.

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    1. Ma sì lasciamoli ancora spensierati e un po' viziati, che sono bambini fortunati anchenper questo ^_^

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