giovedì 6 dicembre 2018

I miei figli non sono i loro risultati scolastici

Sono cresciuta con una mamma che al voto ci teneva a mio parere un po' troppo.
Per anni ho temuto di averla delusa quando ho mollato gli studi, allora 23enne, per dedicarmi al progetto di una famiglia, infondo mancavano solo 5 esami alla laurea in Psicologia.


Poi è stata la mia volta di diventare mamma e quindi mamma di scolara e anche io ho avuto uno scivolone in cui badavo al voto che prendeva a scuola.
Per fortuna mi sono svegliata.
Mia figlia resta a tutt'oggi tra i migliori della classe e dopo un avvio traballante ora eccelle anche nelle prove di studio. Sono felice per lei, lei che ci mette il suo impegno, il suo tempo, le sue sclerate e le sue rinunce. Lei che a differenza della me-bambina ci tiene a non fare brutta figura.
Suo fratello somiglia invece più a me, non gliene importa nulla del voto che gli danno, basta sia quello che sente di meritare; così accetta un bene con la stessa disinvoltura di un bravo.

Io firmo i loro voti, a volte forse deludendoli per i mancati salti di gioia a una bella votazione, io sono quella che stampa la pagella dopo amen, di solito tra luglio e agosto e la archivio, consapevole dei punti di forza e di debolezza di ciascuno, delle materie su cui dare di più, dove non devono mollare, dove magari hanno un pelo più bisogno del mio sostegno.

Io sono la mamma e so quando i miei figli hanno svolto i compiti con la testa tra le nuvole, so quando è ora della lavata di capo e quando invece alla fine va bene che facciano i conti anche con un voto così così.
Gli dico sempre "Il voto è solo per la specifica conoscenza in questione" non è il voto dell'impegno effettivo messo, delle difficoltà superate e di quelle che magari sono ancora lì. Le giornate non sono tutte uguali, la fortuna gira, e il voto domani sarà già un ricordo, bello o brutto che sia.

Li elogio i miei bambini, ma per quello che fanno non per il risultato che altri valutano, voglio crescano sapendosi anche auto-valutare, voglio non si identifichino col voto scolastico, loro sono molto di più; voglio siano fieri di essere bravi ed educati e contemporaneamente capaci di tollerare gli insuccessi senza dare colpe esterne.

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