lunedì 10 dicembre 2018

Il corsivo non è un nemico

Arriva il momento in cui il nostro bambino/a si cimenta nell'apprendimento della scrittura.
Mi dicevano "Assolutamente fallo arrivare digiuno in prima elementare" ma mio figlio dava segni d'interesse avendo una sorella maggiore; fortuna la maestra della scuola dell'infanzia che, tramite esercizi di pregrafismo, ha dissetato le sue prime curiosità verso i nostri grafemi sul finire dello scorso anno scolastico.



"Ma non serve a nulla scrivere in corsivo" fu l'allora obiezione di mia figlia, annoiata dal dover imparare questo stile; ma cosa dici mai amore di mamma (!!!), saper scrivere -  e in corsivo specialmente - è importantissimo!
L'esecuzione del gesto grafico e il movimento della mano allenano la mente ai processi di decodifica del linguaggio, affinano le capacità visuo-spaziali e le abilità di utilizzo dello spazio, ossia la sistemazione delle lettere nella pagina.

Di grande aiuto sono gli esercizi di pregrafismo, quelle pagine di cerchi e asticelle, che abituano la mano ai movimenti che serviranno poi per eseguire le lettere del nostro alfabeto.
Ogni bambino ha i propri tempi e le proprie peculiarità e se a uno basta una paginetta di asticelle, a un altro potrebbero servirne due o tre.
Insegnare loro il giusto movimento prima della a ripassando cerchi e virgole, sarà di grande aiuto per la corretta scrittura.
A scuola il pregrafismo si esegue troppo poco, alla rincorsa del programma da finire, un programma che è diventato negli anni inadeguato alla funzione dei primi anni scolastici e sempre più studenti oggi trovano difficoltà, scrivono male, o peggio ancora incappano in lacune che li renderà alunni con difficoltà che altro non sono dei gap, delle lacune che andavano colmate a loro tempo, quando però il tempo non c'era.

Non abbiate paura di far annoiare i bambini, proponete a casa schede di pregrafismo, le potete tranquillamente stampare dai numerosi siti internet, o potete acquistare libri da completare; personalmente preferisco stampare, per poter spaziare, cambiare e decidere insieme al mio bambino.
Non deve diventare l'ennesimo compito, ma un gioco educativo. Noi usiamo le matite colorate, cambiamo colore, creiamo dei giochi di colori e non facciamo schede su schede uguali.

Sul finire del primo round scolastico - come feci per lei - ho preso in mano il quaderno di mio figlio molto seriamente e mi sono accorta delle difficoltà che deve superare col corsivo; ci siamo messi a lavoro, un metodo nostro che risponde alla sua personalità, ai nostri gusti e ai suoi bisogni. 
E sai, corsivo non ti temiamo!

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